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La
lama:
Anticamente
la lama del coltello riportava solo le sigle dell’artigiano e, a volte,
il nome Frabosa (sopratutto da G. A.)
A seguito
della ripresa della tradizione grazie a Chicco e Dodo, si è indicato il coltello “Frabusan”
come:
coltello
a lama fissa o mobile,
siglato “Frabusan” sul lato sinistro della lama con nome del
costruttore (mastro coltellinaio) sul lato destro.
viene indicato il
numero progressivo di costruzione.
La
lama è normalmente tirata da acciaio al carbonio, di solito vengono
utilizzate vecchie lime.
Le
forme classiche del “Frabusan” classico sono:
- la
roncola: lama ad uncino arcuata a seconda dei casi (spesso variava a
seconda dell’utilizzo); incavo per l’unghia presente
- a
lama larga , panciuta, punta allungata e leggermente rialzata, con
falso filo sul dorso; incavo per l’unghia presente.
- a
lama con punta dritta; incavo per l’unghia presente.
Il
manico:
tradizionalmente
in legno di bosso (Buxus sempervirens), ma sporadicamente con uso di altro
tipo (faggio, agrifoglio, betulla, ecc). Attualmente, a volte, è utilizzato
da Chicco il corno o
altro
materiale.
Tipica
è la decorazione del manico con due righe parallele, ortogonali al
manico; possono essere
presenti in uno, due, tre o più serie. Il bosso (il
dialetto locale “martel”) veniva comprato in Val
Tanaro e portato a
Frabosa Soprana utilizzando la bicicletta come mezzo di trasporto.
La
fascetta:
destinata
a rafforzare l’assemblaggio tra lama
e manico e apertura, è di metallo sagomato a mano
per la sua
realizzazione veniva utilizzato materiale di recupero vario.
Il
perno:
Viene utilizzato un chiodo ribattuto sulla fascetta
per garantire il serraggio dell’apparato
fascetta/manico/lama.
Sulla
base delle informazioni, testimonianze acquisite e prendendo esempio dalla
collezione di
antichi Frabusan, vengono realizzati alcuni coltelli che
potete vedere qui sopra.
A
partire del 2009 da Chicco vengono distinte due linee di stile: classico e
kyé
quest'ultimo permette al coltellinaio di elaborare abbinamenti di
materiali, forme, tecniche che, pur tenendo presente le linee classiche,
lasciano spazio al lato artistico e tecnico.
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